Verso una vera democrazia: Referendum vincolanti e rinnovamento amministrativo
Viviamo in una società realmente democratica?
In una vera democrazia, il potere decisionale ultimo spetta alla popolazione, non ai politici. I politici consigliano, ma è il popolo a decidere. La nostra attuale democrazia parlamentare è tuttavia l’opposto di una democrazia con referendum vincolanti. Eppure, ironicamente, il parlamento offre la via più pacifica e legittima per trasferire volontariamente questo potere ai cittadini, qualora lo desiderino. Come possiamo raggiungere questo obiettivo, e perché è necessario? Esaminiamolo passo dopo passo.
Forte sostegno ai referendum e ai rinnovamenti democratici
Uno studio di I&O Research (ottobre 2023) mostra che la popolazione olandese è pronta per una maggiore democrazia diretta. Ben il 64% degli olandesi sostiene i referendum in generale, con un sostegno ancora maggiore per i referendum comunali (71%) e leggermente inferiore per quelli nazionali (61%). Sono particolarmente popolari i referendum vincolanti, in cui il governo deve attenersi al risultato: il 58% è favorevole, contro il 34% contrario. I referendum non vincolanti, che fungono solo da consiglio, ricevono molto meno sostegno (37% a favore, 53% contrario). In particolare gli elettori di partiti di destra (come FvD al 99%, BBB all’88%, PVV all’83%) e di partiti come NSC (74%) e SP (76%) sono entusiasti dei referendum vincolanti, mentre quelli non vincolanti trovano più sostegno tra D66 (46%) e GroenLinks-PvdA (46%).
Inoltre, c’è un ampio sostegno per altri rinnovamenti democratici: il 58% degli olandesi vuole un Senato eletto direttamente, il 54% sostiene un sindaco eletto (un calo del 10% dal 2019), e il 57% è favorevole a un referendum correttivo, che consentirebbe ai cittadini di annullare le decisioni governative. Solo il 19% sostiene l’abbassamento dell’età di voto a 16 anni, una diminuzione rispetto al 2019 (25%).
I referendum vincolanti: uno strumento potente
Alcuni ritengono problematici i referendum vincolanti. Si chiedono: i cittadini sono sufficientemente informati? Gli argomenti non sono troppo complessi? Il voto non porta a emozioni indesiderate, manipolazione o esiti troppo unilaterali? Queste preoccupazioni si basano spesso su una convinzione ingiustificata secondo cui i cittadini non sarebbero abbastanza capaci. È vero il contrario: i referendum vincolanti sono un potente strumento democratico. Danno ai cittadini un’influenza diretta, aumentano la fiducia nella democrazia e legittimano le politiche attraverso un ampio sostegno sociale.
La distribuzione normale di Gauss mostra che l’esito dei referendum vincolanti rispecchia la media di ciò che pensa l’elettore olandese. E l’olandese medio non è affatto stupido. Spiegando di cosa si tratta con un linguaggio chiaro e accessibile, delineando il contesto dei problemi e presentando i pro e i contro delle possibili soluzioni, tutti possono compiere una scelta ben ponderata. Gli elettori indicano poi, in percentuali, in che misura sono d’accordo o in disaccordo con le affermazioni, e possono aggiungere ulteriori commenti. Ciò porta a un risultato significativo e gestibile, che mostra quali informazioni aggiuntive potrebbero essere necessarie per delineare un quadro più completo.
Un sistema autoapprendente e autoregolante
Il sistema da noi proposto è autoapprendente e autoregolante. I cittadini vedono e sentono le conseguenze delle loro scelte, e possono correggerle a breve termine attraverso nuovi referendum qualora una misura non funzioni bene. Questo rende il sistema flessibile e reattivo. Prima dell’introduzione dei referendum vincolanti, sosteniamo un patto etico umanistico. Questo patto tutela gli interessi dei più deboli della società – nel senso più ampio del termine, inclusi i gruppi vulnerabili, ma anche contro lo sfruttamento del lavoro e delle risorse naturali. Ciò garantisce che i referendum non abbiano effetti negativi sulle minoranze o sui gruppi vulnerabili.
Riforma amministrativa: il governo al servizio del cittadino
Una parte cruciale di questo rinnovamento democratico è una riforma completa del governo. Il governo appartiene ai cittadini ed esiste per loro, ma spesso non lo si percepisce più così – né per i cittadini, né tantomeno per i funzionari stessi. Per questo il governo deve tornare a essere orientato al servizio. Come?
- Responsabilità dei funzionari: Tutti i funzionari devono essere individualmente responsabili delle proprie azioni. Se commettono errori, occultano informazioni (consapevolmente o inconsapevolmente) o non segnalano abusi, possono essere richiamati, trasferiti, licenziati o persino perseguiti. Ciò vale anche per i funzionari di grado superiore che ignorano le segnalazioni di colleghi di grado inferiore. La corruzione viene punita severamente. I funzionari sono dipendenti stipendiati dei cittadini e vengono assunti o licenziati da questi ultimi, ad esempio tramite istituzioni come un CPB o un SER rinnovati.
- Trasparenza e obbligo di segnalazione: I funzionari devono essere contrattualmente obbligati a segnalare osservazioni positive e negative, idee o abusi al livello gerarchico immediatamente superiore. Ciò garantisce un sistema aperto e responsabile.
- Sostituzione degli amministratori tradizionali: Il parlamento, i commissari e altri amministratori vengono sostituiti da funzionari e scienziati stipendiati, che rispondono alla popolazione. Ciò pone fine all’esercizio personale del potere e garantisce un governo che lavora davvero per il cittadino.
Non democrazia liquida, ma democrazia diretta
Alcuni sostengono la “democrazia liquida”, un sistema in cui i cittadini possono delegare il proprio voto ad altri a determinate condizioni. Rifiutiamo questa idea, perché attribuisce inutilmente potere a terzi e mina il nucleo stesso della democrazia diretta. Nel nostro sistema non è necessaria un’ampia competenza per votare. L’unica cosa richiesta è la comprensione del testo.
Le decisioni vengono spiegate chiaramente: qual è il problema, qual è il contesto, quali sono le soluzioni e quali sono i pro e i contro? Scienziati e specialisti al servizio della popolazione formulano queste domande, e i cittadini esprimono la propria opinione in percentuali, con spazio per commenti.
Finanziamento: chi paga?
Una domanda ricorrente riguardo ai cambiamenti è: chi pagherà tutto questo? La risposta è semplice: attraverso i referendum vincolanti, i cittadini hanno la possibilità di regolare le “manopole” del sistema fiscale. Se non ci sono risorse sufficienti per mantenere il patto etico umanistico, vengono generate entrate fiscali aggiuntive. In questo processo, reddito, capitale e patrimonio vengono tassati maggiormente, con l’enfasi posta sulle spalle più forti.
Pratico ed efficiente grazie alla tecnologia
La democrazia diretta è spesso considerata poco pratica, perché si presume che tutti debbano votare su tutto. Ma non è così. I cittadini possono votare comodamente da casa entro un determinato periodo, e il numero di argomenti importanti è limitato. Con l’aiuto di internet, algoritmi e IA, i voti vengono elaborati in modo rapido ed efficiente, in modo simile a come si gestiscono le operazioni bancarie. Dopo un controllo di coerenza, gli esiti vengono automaticamente implementati nel sistema governativo. Qualora una misura si rivelasse sbagliata, può essere rapidamente rimessa ai voti per essere corretta.
Conclusione: una democrazia dei cittadini e per i cittadini
Il governo è nostro, dei cittadini, e deve tornare a lavorare per noi. I referendum vincolanti, sostenuti da un patto etico umanistico e da un governo riformato e responsabile, rendono tutto ciò possibile. Questo sistema dà ai cittadini un’influenza diretta, tutela i più deboli e garantisce un processo autoapprendente e autoregolante. È tempo di restituire il potere alla popolazione.
Vuoi saperne di più?
Consulta il rapporto di I&O Research (ottobre 2023): https://206.wpcdnnode.com/ioresearch.nl/wp-content/uploads/2023/10/referenda-oktober-2023.pdf (pag. 4)
E il rapporto sulla responsabilità del governo:
https://files.tweedekamer.nl/sites/default/files/2024-02/Rapport%20PEFD%20Blind%20voor%20mens%20en%20recht%2026022024.pdf
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Distribuzione normale di Gauss






